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COME PROGETTARE UN LOGO?

Quando si parla di logo si intende un insieme di simboli grafici e tipografici che identificano un'azienda o un prodotto in modo da differenziarlo dai suoi concorrenti sul mercato. Un logo dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:


1. Deve riflettere le caratteristiche di cio' che rappresenta.

In questo senso il logo non deve essere ingannevole, e neppure portare a pensare ad un prodotto diverso da quello su cui si sta lavorando. Deve riflettere esattamente le caratteristiche e la natura dell'azienda o del prodotto che rappresenta.


2. Deve essere originale. 

Un buon logo, per affermarsi sul mercato, deve essere diverso da tutti gli altri, facilmente riconoscibile ed identificabile con l'azienda o il prodotto che rappresenta. 


3. Deve essere compatto. 

Il logo rappresenta la sintesi estrema dell'azienda.


4. Deve essere adattabile. 

Un logo deve potersi stampare nei formati più disparati, dai più piccoli (biglietti da visita e gadget) ai più grandi (striscioni e manifesti) senza perdere leggibilità; e deve anche rimanere riconoscibile su diversi supporti che possono andare dalla plastica di una borsa al monitor di un pc (siti web). Un logo, inoltre, non deve perdere di immediatezza nemmeno quando stampato in bianco e nero.




Fonte: www.grafica.html.it

COSA FA UN CONSULENTE DI COMUNICAZIONE?

Innanzitutto, un consulente di comunicazione si occupa di ideazione e gestione delle strategie di comunicazione per piccole e medie imprese. Oggi per comunicare bene è indispensabile conoscere tutti gli strumenti che sono a disposizione: dai media tradizionali alle strategie Web 2.0. Per questo motivo un consulente deve sapere cosa fare per raggiungere ambiziosi traguardi aziendali, deve sapere quali sono gli andamenti di mercato e soprattutto non può esimersi dal conoscere le strategie aziendali, il marketing o le tecniche di promotion. Per essere in questa posizione molto spesso un consulente di comunicazione deve anche analizzare, amministrare ed ottimizzare li budget aziendale dedicato alla comunicazione. 

Cominciando di lavorare sull’immagine di un’azienda normalmente si parte dalla strategia di comunicazione che viene discussa con l'azienda e con la quale vengono studiate molte idee e soluzioni che mettono le basi per la costruzione di concetti, pensieri ed immaginazioni più complesse facilmente comprensibili dal target di riferimento. Studiando attentamente esigenze e necessità di ogni cliente, il consulente deve aiutare a progettare e realizzare in modo più funzionale l'interfaccia aziendale e il contenuto sottostante. A volte il suo ruolo somiglia alla funzione che svolge un art director in un’agenzia di comunicazione. In questi casi suo lavoro si applica anche alla realizzazione di supporti visivi, multimedia, storyboard. Un consulente deve anche saper mettere da parte il proprio gusto personale e rimettere in discussione il proprio lavoro ad esclusivo vantaggio del cliente e della sua azienda. E’ estremamente importante fare delucidazioni sulla strategia di comunicazione e creare un’immagine aziendale moderna ed efficace. 

In ogni progetto, oltre al combinare il valore strategico con idee innovative e soluzioni esteticamente ricercate ed attuali, il consulente deve essere aggiornato sui nuovi mezzi di comunicazione disponibili sul mercato. Deve conoscere ad esempio le strategie e le modalità operative per la rintracciabilità sull’Internet di un sito (web positioning), organizzare la presenza aziendale sui social network e introdurre nuovi strumenti come buzz marketing o e-commerce. Non è una funzione che conosce un architetto, né un grafico, ma solo un esperto di comunicazione al passo con la globalizzazione…

COSA FA UN ART DIRECTOR?

Art director o direttore artistico, è una figura professionale tipica della comunicazione pubblicitaria, che si occupa di studiare la parte visuale, grafica e tipografica della comunicazione di un prodotto o servizio. Lavora in coppia con il copywriter che si occupa della parte scritta e tutti e due insieme cercano il concetto creativo.  Un art director deve sapere come fare per raggiungere ambiziosi traguardi aziendali, deve saper leggere una copystrategy, deve sapere quali sono gli andamenti di mercato e soprattutto non può esimersi dal conoscere le strategie aziendali, il marketing o le tecniche di promotion. 

Il direttore artistico non va confuso con il direttore creativo, figura a capo del reparto che si occupa della creatività, e che coordina l'attività delle coppie formate da direttore artistico e redattore pubblicitario (copywriter). Quest'ultimo ha un senso più lato e identifica figure simili per responsabilità e scopi, fondamentali anche in altri settori: editoria, cinema, teatro, design, animazione, arti visive in genere. Un direttore artistico in alcuni casi può occuparsi della creazione di supporti visivi, multimedia, storyboard o semplicemente delle delucidazioni sulla comunicazione visiva di un’azienda. 

Il direttore artistico deve avere una solida competenza circa la comunicazione visuale e deve conoscere il valore evocativo e simbolico delle immagini, soprattutto se accompagnate ed esplicitate da un testo (solitamente composto da headline e body-copy). Egli deve inoltre selezionare i professionisti più adatti (fotografi, illustratori, grafici, registi, scenografi) ad ottenere l'effetto voluto. 

In campo editoriale l'art director studia l'immagine della casa editrice e delle sue collane, selezionando illustratori, fotografi e grafici e scegliendo le immagini per le copertine. Spesso, nelle case editrici minori, la figura dell'art director coincide con quella del designer che si occupa dei progetti grafici. 

Nel cercare un visual convincente per il prodotto o servizio, l'art director parte dalla considerazione di cosa il prodotto sia, di cosa offra e di cosa si voglia dire di questi aspetti. Inoltre considererà attentamente a che tipo di persone, con che mezzi di diffusione e con che costi e tempi si voglia e si possa comunicare. 

Si incarica, quindi, di individuare o concepire ex-novo l'immagine (o serie di immagini correlate) trainante dei vari prodotti. La scelta è certamente anche influenzata dal mezzo scelto: campagna stampa su quotidiani o periodici, campagna televisiva, multimedia, reti di formazione, pubbliche relazioni e tutto ciò che si renda necessario o produttivo. L'immagine potrà essere fotografica, illustrata o un misto delle due cose. La scelta tra queste dipenderà dal prodotto e dal messaggio che si vorrà dare, oltre che dalla storia comunicativa del prodotto e dai gusti personali dell'art e del cliente. Nella pratica, l' art non sceglie solo il concetto visivo (visual) trainante, ma studia anche l'impianto grafico e la scelta tipografica che fanno da cornice al visual. 

Inoltre, è, solitamente, responsabile del reparto grafico e supervisiona il lavoro di una variegata serie di professionisti. I grafici, anzitutto, che declinano il concetto principale sviluppato dall'art sui diversi mezzi scelti. Gli esecutivisti, che si occupano dell'aspetto tecnico della comunicazione, ovvero che il materiale sia rigoroso e coerente con le norme di impaginazione, non presenti difetti che possono pregiudicarne la resa sui mezzi scelti o farlo giudicare come raffazzonato ed eseguito con superficialità. L'art, inoltre, seleziona e supervisiona fotografi, illustratori e scenografi, truccatori, registi, cromisti, stampatori, fotolitisti, legatori, agenzie di pubbliche relazioni (le cosiddette PR) e tutti coloro che concorrono a dare il risultato finale e professionalmente allo stato dell'arte di quel visual che lui stesso ha concepito. 

Per scegliere con criterio il visual giusto, l'art deve poter fare delle valutazioni di marketing basandosi su dati il più possibile certi ed affidabili. Il valore e il significato di un'immagine, infatti, è strettamente relazionato con le caratteristiche del target di riferimento. 

In altre parole, una data immagine evocherà determinati concetti in determinate fasce della società, che hanno alcune caratteristiche specifiche e non altre, mentre in altre non evocherà nulla perché l'utenza non sarà interessata al prodotto. Ad esempio, non è rilevante per un giovane single di 25 anni se un pannolino per bambini irriti o meno la pelle, perché è assai improbabile che il single in questione abbia bambini e dunque sia interessato a un prodotto per loro. Potrebbe, invece, essere interessato ad una pensione integrativa o ad una assicurazione, perché probabilmente è all'inizio della sua carriera, magari di lavoratore autonomo.



Fonte: Wikipedia.

PERCHE’ APRIRE UN CORPORATE BLOG?


La natura sempre più partecipativa della rete e la diffusione dei nuovi strumenti di condivisione dell’informazione ha fatto si che questo repentino processo ha attirato l’attenzione delle aziende che stanno imparando a conoscere e valorizzare un nuovo bacino di opinion leader in grado di influenzare scelte ed opinioni di molti navigatori. Ma oltre alla assoluta necessità di saper ascoltare prima di poter partecipare, le aziende possono esse stesse diventare dei soggetti comunicanti attraverso l’apertura di un proprio corporate blog e far parte così del grande discorso della rete.

Il corporate blog, ovvero il blog aziendale che molte aziende creano per stabilire un dialogo con la propria community di utenti. Un corporate blog può essere gestito da un’organizzazione per raggiungere specifici obiettivi, ad esempio:

  • creare consapevolezza per il marchio;
  • migliorare l’ottimizzazione dei motori di ricerca;
  • rilevare feedback di mercato;
  • promuovere prodotti di nicchia non facenti parte del core business;
  • dare un’immagine più informale dell’azienda;
  • fornire contenuti sempre aggiornati sulla vita della propria azienda o l’evoluzione del proprio settore;
  • trovare nuovi clienti.


Per fare ciò, bisogna seguire alcuni semplici regole:


  • esprimere e valorizzare il potenziale dell’azienda;
  • utilizzare un linguaggio diretto; 
  • riconoscere e coinvolgere il network vicino alla sfera dell’azienda in modo da sfruttare l’effetto eco su altri blog.

Analizzare e partecipare al mondo dei blog e social network vuol dire rilevare le tendenze del mercato, raccogliere informazioni per sviluppare al meglio nuovi prodotti e servizi, migliorare il supporto post-vendita, la propria credibilità e la propria immagine.

Un business blog è la parte integrante di una strategia di marketing. Deve coinvolgere il brand attraverso contenuti impressionanti, umanizzare il marketing, stabilire la leadership, condividere news ed eventi, mostrare tutti i vantaggi di prodotti e dell’azienda. Il blog deve essere una sede permanente per le campagne social mediatiche e, avendo scopi multipli, deve dare l’opportunità di condividere all’esterno ciò che rende l’azienda speciale.

STRATEGIE WEB 2.0 PER PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Portare la comunicazione nelle piccole e medie imprese rappresenta una delle maggori sfide per il futuro dell'economia del paese. Strategie Web 2.0 rappresentano sicuramente una grande opportunità per la crescita e lo sviluppo ma devono essere sfruttate consapevolmente. Seguendo le ultime notizie dalla Microsoft, elenchiamo alcuni dei nuovi strumenti che le aziende hanno a disposizione per implementare una strategia di marketing innovativa:

Corporate blog, ovvero il blog aziendale che molte aziende creano per stabilire un dialogo con la propria community di utenti. Un corporate blog può essere gestito da un’organizzazione per raggiungere specifici obiettivi, ad esempio:
  • Rilevare feedback di mercato
  • Diffondere il brand
  • Intervenire in tempo reale qualora vengano espressi giudizi negativi sul proprio brand o prodotto
  • Promuovere prodotti di nicchia non facenti parte del core business
  • Dare un’immagine più informale dell’azienda
  • Fornire contenuti sempre aggiornati sulla vita della propria azienda o l’evoluzione del proprio settore.

Video virali, video tipicamente divertenti, collegati al brand dell’azienda che si trasmettono grazie al passaparola spontaneo degli utenti, ciò permette all'azienda di raggiungere il potenziale cliente senza un'azione promozionale diretta, eliminando così la sensazione di invasività che il consumatore può percepire.

Social network, una rete online di persone con interessi e finalità condivise, all’interno dei quali si creano delle relazioni e connessioni. L’azienda può sfruttare le informazioni condivise all’interno dei social network per capire le opinioni degli utenti e per influenzarle.

Feed RSS (Really Simple Syndication), si tratta di un’applicazione attraverso cui gli utenti possono ricevere automaticamente gli ultimi aggiornamenti da un sito, o in posta elettronica o usando un apposito programma web, chiamato aggregatore, in grado di riunire le ultime novità dei feed RSS scelti. Queste applicazioni sono molto utilizzate nel commercio elettronico per informare l’utente delle ultime novità presenti sul sito. Un ulteriore sviluppo permette di ricevere e pubblicare automaticamente sul proprio sito gli RSS pubblicati da siti o blog con cui è gemellato, creando in questo modo comunità di blog, che si arricchiscono l'uno con l'altro. 

E-commerce, ovvero offrire ai clienti l’opportunità di acquistare online i prodotti di un’azienda. Per differenziarsi dai concorrenti, è importante che l’azienda fornisca al cliente che acquista sul web un valore aggiunto rispetto all’acquisto tradizionale. In particolare, l’azienda deve cercare di instaurare un rapporto diretto con la clientela, offrendo proposte d’acquisto che siano il più possibile personalizzabili dal cliente, con suggerimenti, informazioni e offerte speciali personalizzate.

Podcasting e videocasting, strumenti che consentono di proporre agli utenti contenuti audio-video legati al brand e ai prodotti di un’azienda. Questi contenuti possono essere scaricati dal Web e sarà poi l’utente a decidere quando e come ascoltarli o guardarli.

Instant Messaging, è lo strumento di comunicazione istantanea più utilizzato dagli utenti in tutto il mondo e può essere sfruttato anche dalle aziende per comunicare in tempo reale con i propri clienti. Ad esempio, un’agenzia di viaggi potrebbe sfruttare l’instant messaging per discutere e fornire informazioni in tempo reale ad un utente collegato via web. Si tratta di una strategia di marketing one to one che permette all’azienda di offrire ai suoi clienti un servizio personalizzato, grazie al dialogo e all’istantaneità che l’instant messaging consente. 

Mobile marketing, strategie di marketing applicate al canale mobile. In particolare, questo canale offre interessanti opportunità sia per aumentare il livello del servizio di un’azienda al cliente (grazie all’erogazione di servizi core o accessori) sia per sviluppare una strategia di advertising mirato. Un ulteriore sviluppo del mobile marketing consiste nell’offrire al cliente la possibilità di effettuare transazioni direttamente dal proprio telefonino in mobilità e in modo sicuro.

Fonte: www.microsoft.com/italy

COSTRUIRE UN BRAND ON-LINE

Un brand è un marchio o un nome al quale si associano una storia, dei fatti o delle attività. Il brand è caratterizzato, a volte, da una consistenza anche fisica (ad esempio se si tratta di un bene). Con l’utilizzo di specifiche strategie di marketing il brand ha assunto un’importanza assoluta. Un’azienda oggi non è solo rappresentata dal prodotto che essa produce, ma anche dall’immagine che fa percepire al pubblico, ovvero la brand reputation, con tutte quelle emozioni, significati, idee, opinioni, esperienze e quant’altro che una persona esterna all’azienda e non solo, coglie appena vede il brand. In questo articolo vedremo come si possa costruire un brand on-line partendo dall’inizio. 

I motori di ricerca tentano di costruirsi una propria rappresentazione del mondo umano in termini informativi, di flussi, di concetti, d'importanza e di desideri. Questo concetto, parziale, è fondamentale per comprendere perché il brand non possa e non debba essere un'entità puramente on-line. Il brand on-line non avrebbe senso o ne avrebbe in ben pochi casi, proprio in virtù di ciò che ho appena scritto. Dato che i motori di ricerca tentano di registrare una propria rappresentazione di quella che alcuni chiamano "realtà", il brand on-line migliore è quello che corrisponde ad un brand off-line realmente esistente. Ciò significa, in definitiva, che costruire un brand on-line significa di fatto costruirlo off-line e renderlo visibile on-line. Il brand deve esistere anche e soprattutto in quello che molti considerano "mondo reale". Ciò ovviamente non significa che non si possa costruire totalmente on-line un brand, ma la cosa è estremamente difficile, costosa ed applicabile a ben pochi contesti. 

Il brand deve essere caratterizzato da una storia. Costruire un brand, di fatto, significa costruire una storia attorno ad un nome. Una storia che deve avere uno story-board (una sceneggiatura), degli attori, degli spettatori e dei fatti noti. Se non c'è una storia che li colleghi, restano solo semplici link sul Web senza significato. 

Creando un brand bisogna trovare un nome, originale e facile da riccordare. Scelto il nome, si deciderà se allo stesso debba corrispondere un sito, blog, pagina sui social network o se debba essere parte di un contesto ancora più ampio. Naturalmente la presenza di un sito dedicato, se ben gestito, aumenta le probabilità che il brand sia recepito come tale on-line. La cosa non è comunque obbligatoria. 

Successivamente bisogna studiare un messaggio, comunicato o organizzare un evento che segni l'inizio della storia. Un evento, il lancio di una nuova linea, una manifestazione. Scelto il punto d'inizio, va scritto un articolo o una news sui social network e vanno inseriti i comunicati stampa negli appositi circuiti on-line. In questa fase è importante che vi siano comunicati con il solo marchio, senza link, ed altri con il link ed il solo marchio nel testo attivo. Ciò è importante per far comprendere al motore che l'apposizione di un nome ha significato anche senza il link, cosa che fa pensare al fatto che possa essere un marchio. In questa fase è vitale che ogni link abbia il marchio incluso e, soprattutto, che il marchio sia ripetuto molto spesso su siti esterni senza il link. Ciò si ottiene facilmente perché vari circuiti di comunicazione stampa non consentono di inserire link all'interno del testo. Sarà semplice, così, distribuire marchi con link e marchi senza link, semplicemente inserendo i comunicati in tutti i circuiti. Ovviamente sarà importante che altri siti e gli utenti di social network, oltre ai circuiti di comunicazione stampa, scrivano articoli, news o post sul nuovo marchio. Bisogna puntare, quindi, a dar rilievo alla notizia per far sì che sia citata da qualcuno. Bastano poche citazioni per dare il via alla storia. 

Cercando una strategia di branding on-line, al primo posto deve esserci la visibilità sui motori di ricerca. In questo caso è estremamente importante creare pagine sui social network, blog aziendali e scegliere bene le parole chiave (in questo caso è si sconsiglia scegliere come brand un nome corrispondente ad un azienda forte già esistente on-line. 

Successivamente, quando il brand è stato già creato è comunicato sul Web, il marchio deve continuare a vivere, aggiungendo pezzi di vissuto alla sua storia. Questo vuol dire che bisogna organizzare dei progetti, delle ricerche, avviare nuove linee, ecc. ecc. In sostanza, deve esservi un motivo per emettere un comunicato stampa almeno una volta al mese e per dare agli altri un'opportunità di parlare di voi. Il fatto che il brand si riproduca lo rende molto forte, reale, consistente e duraturo. Gli effetti benefici di un simile modo di procedere si ripercuotono sia sulle nuove iniziative, sia sul brand stesso. 

Creare un brand e smettere l'attività condotta per renderlo visibile significa vanificare l'investimento iniziale. Una volta che il brand sia nato è fondamentale che si continui a pensare alla sua visibilità. Deve trattarsi quasi di un atteggiamento mentale. Ciò si espleta principalmente riportando sul sito ogni fatto che si possa collegare al marchio, promuovendo e rendendo visibili attività che portino altri a parlarne, prevedendo comunicati stampa. In questo caso l’immagine aziendale diverrà un fatto importante e la comunicazione dovrà essere attentamente studiata. 


Fonte: www.webmarketing.html.it

UFFICIO STAMPA

L'ufficio stampa di un ente, un’azienda o un’istituzione è la struttura preposta alla gestione dei rapporti con i mezzi di informazione (carta stampata, radio, tv, web). Può essere sia interno all'organizzazione aziendale che esterno. L’ufficio stampa ha un compito di selezionare, filtrare e sintonizzare il flusso di informazioni provenienti dall'interno dell’azienda o ente in funzione delle esigenze degli organi di informazione e interpretare comunicati dei mass-media in funzione delle esigenze dell’azienda. Il responsabile dell'ufficio stampa si occupa di dirigere le principali attività di comunicazione, con lo scopo di garantire la corretta rappresentazione dell'immagine aziendale nel proprio pubblico di riferimento.

L’ufficio stampa si occupa quotidianamente di redazione di comunicati stampa eventualmente corredati da foto digitali e da video. Tra i compiti e le funzioni dell’ufficio vi sono:

la creazione di comunicati stampa;
la raccolta e l'archiviazione di notizie rilevanti per l'azienda (rassegna stampa);
la creazione di un archivio di contatti.

Un ufficio stampa efficiente è fondamentale per garantire la qualità della comunicazione di qualsiasi attività aziendale. Grazie ad un ufficio stampa è possibile entrare in contatto con i nuovi potenziali clienti e mettere in luce le qualità di un’azienda, creando un risultato positivo di buona reputazione. Ma prima di aprire un ufficio stampa bisogna analizzare le esigenze e necessità reali dell’azienda. In questo caso è indispensabile avere un piano di comunicazione aziendale definito.

Prima di tutto l’azienda dovrebbe capire se ha bisogno soltanto di uno spazio dedicato ad un singolo argomento, oppure se vorrebbe creare una vetrina della sua attività in cui darà spazio a diverse iniziative. Inoltre, l’azienda dovrebbe sapere a chi si vuole rivolgere, quali sono i suoi punti di forza e cosa vuole comunicare alla stampa o altri destinatari di messaggi. Successivamente il comunicato stampa una volta redatto, va anche divulgato, garantendo visibilità e soprattutto correttezza nelle informazioni ai media cartacei e online. Per far ciò si usa il mezzo più comodo per tutti - l'email, perché non solo è veloce ma da anche la possibilità di inserire link di approfondimento.

All’inizio nella gestione di un ufficio stampa l'aspetto molto importane è il database contatti. E’ necessario quindi iniziare con la creazione della propria mailing list. Per le aziende che non hanno un proprio database esistono strumenti e pubblicazioni che possono supportare l'inizio dell'attività, ad esempio Mediaddress online. Gli strumenti di creazione di database permettono (a differenti livelli di investimento economico) di avere una base di partenza segnalando le redazioni e i vari capiredattori, prima di prendere i contatti diretti e crearsi il proprio mailing profilato. Successivamente è molto importante tenere aggiornato il proprio database.

Negli ultimi tempi è diventato possibile aprire un ufficio stampa online - l'implementazione di un ufficio stampa tradizionale che, grazie ad Internet e agli strumenti ad esso correlati, permette una divulgazione delle informazioni in maniera amplificata. Naturalmente per utilizzare al meglio queste possibilità è necessario conoscere il mezzo di comunicazione e gli strumenti ad esso correlati.

Press Area sul sito può rappresentare la soluzione migliore per mettere in evidenza un progetto, un servizio o un prodotto. L'importante è l'aggiornamento costante.

Press Media - il nostro sito press diventa addirittura Media con l'inserimento di Video e Foto per supportare le attività, comunicazione, e comunicazioni stampa. Flickr è sicuramente un altro alleato dell'addetto stampa online. Su questo social si possono caricare le foto, organizzarle al meglio con archivi, set, tag, ed anche in questo caso per interoperabilità e interscambiabilità si possono creare argomenti prendendo da risorse esterne al nostro canale.

Sempre legato all'ufficio stampa online, ottima risorsa sono i feed RSS o flussi RSS, questi dati (nella maggior parte parliamo di xml) permettono al lettore di leggere comodamente le informazioni (si possono sottoscrivere anche via email) e soprattutto creano nella logica web 2.0 l'interoperabilità e l'interscambiabilità delle informazioni.

Il feed web è un'unità di informazioni formattata secondo specifiche (di genesi XML) stabilite precedentemente. Ciò per rendere interoperabile ed interscambiabile il contenuto fra le diverse applicazioni o piattaforme. Un feed è usato per fornire agli utilizzatori una serie di contenuti aggiornati di frequente. I distributori del contenuto rendono disponibile il feed e consentono agli utenti di iscriversi. L'aggregazione consiste in un insieme di feeds accessibili simultaneamente, ed è eseguita da un aggregatore Internet.

L'uso principale dei feed RSS (detti anche flussi RSS) attualmente è legato alla possibilità di creare informazioni di qualunque tipo che un utente potrà vedere molto comodamente, con l'aiuto di un lettore apposito, nella stessa pagina, nella stessa finestra, senza dover andare ogni volta nel sito principale. Questo è dovuto al fatto che il formato XML è un formato dinamico.

Canale YouTube è molto importante per la visibilità online, e per la distribuzione delle informazioni visive. Sicuramente consigliato, sia per la capacità di tagging che per la potenziale visibilità attraverso uno strumento molto utilizzato. Sempre più spesso si ricorre a filmati, video, per la promozione di un servizio/prodotto/presentazione; è un sistema facile, veloce e sicuramente di grande impatto emozionale.

Social Network sono fondamentali per potenziare la cassa di risonanza, per avvicinare nuovi contatti, per promuovere eventi/servizi/prodotti, divulgare comunicati stampa, dialogare con i propri contatti.





Fonti:
addettostampa.blogspot.com di Francesca Anzalone;
Wikipedia.

COMUNICAZIONE ON- E OFFLINE...

Attualmente si registra una notevole asimmetria fra la gerarchia di importanza dei mezzi di comunicazione tradizionali e quelli disponibili in Internet, e ciò si spiega col fatto che l’evoluzione del marketing dipende dalla disponibilità di varie tecnologie. Ma nonostante tutto in comunicazione d’impresa si usano ancora tutti i canali possibili per comunicare un messaggio. Ad esempio, la grafica per prodotti cartacei non è un’attività ancora superata. Ogni azienda che da l’importanza alla propria immagine, cerca sempre di lasciare ai suoi clienti qualcosa di tangibile, da tenere in mano e sfogliare. I prodotti offline (cataloghi, depliant, brochure) sono comodi da fruire, e sono ancora un veicolo potente di diffusione del brand.

Una differenza molto importante tra comunicazione on- e offline (a prescindere dal mezzo stesso) sta nella quantità e modalità di informazioni scambiate. Oggigiorno integrazioni sociali sono sempre più astratte, intangibili e fortemente condizionate dal "fattore elettronico". I rapporti virtuali, anche fra soggetti che non si sono mai conosciuti personalmente, stanno dilagando ad una velocità impressionante senza tenere conto di distanze territoriali o livelli culturali. La comunicazione online dell’impresa negli ultimi tempi sta prendendo strade sempre più innovative, con l’avanzare del social media marketing. Naturalmente, una strategia di comunicazione integrata non può fare a meno di una solida presenza in rete con un sito web aziendale,  ma ormai i classici siti-vetrina e pubblicità sui banner appartengono al cosiddetto sistema WEB 1.0, quando ancora internet era solamente un altro mezzo di comunicare come la stampa o la radio. Ultimamente invece, seguendo le fonti di informazione in rete, si nota immediatamente il fermento attorno alle forme di comunicazione più recenti, vale a dire principalmente blog e social network. Mentre nei primi tempi la comunicazione su l’Internet veniva gestita e creata interamente dall’autore del sito o direttamente dall’azienda, nel nuovo sistema WEB 2.0 sui contenuti decide il visitatore. Tutto ciò ha cambiato radicalmente le ultime strategie di comunicazione aziendali.

Fino poco fa nell'ambito del marketing si usava il termine passaparola per indicare il diffondersi di informazioni e/o consigli tra consumatori attraverso una rete sociale. Mentre il passaparola definiva da sempre una comunicazione parlata face-to-face, con l'evoluzione dei mass media, sono state prese in considerazione in questo ambito anche le conversazioni telefoniche, i messaggi di testi inviati tramite sms o il web, i post dei blog, nelle community, i messaggi istantanei ed e-mail e comunque qualsiasi messaggio che oggigiorno permette una interazione tra persone. Alle volte il significato di passaparola è utilizzato anche per indicare dei rumor, dei gossip, il "sentito dire" e le allusioni. In genere il metodo del passaparola è più comunemente utilizzato per indicare la trasmissione di un'informazione positiva piuttosto che negativa, anche se questo non è una regola assoluta. Negli ultimi tempi, con evoluzione dell’Internet ed i social network, questo fenomeno viene chiamato in un modo completamente diverso: il buzz marketing.  Il termine indica quell'insieme di operazioni di  marketing non convenzionale volte ad aumentare il numero e il volume delle conversazioni riguardanti un prodotto o un servizio e, conseguentemente, ad accrescere la notorietà e la buona reputazione di una marca. Consiste cioè nel dare alle persone motivo di parlare circa un prodotto o servizio e nel facilitare quelle conversazioni. Buzz marketing è dunque la strategia di coloro che, consapevolmente o inconsapevolmente, gratis o a pagamento, utilizzano il web (tramite, ad esempio, blog, forum e social network) per parlare e far parlare (o cercare di far parlare) di beni, aziende o marche.

Oggigiorno è il consumatore che esprime il suo giudizio sui social network e blog, stabilisce cosa dire di un determinato prodotto, servizio o azienda, e se parlarne o meno. Per questo motivo, per realizzare una comunicazione efficace bisogna essere sempre aggiornati e soprattutto presenti sul web.

Infine, vale la pena ricordare che un’azienda presentandosi oggi al cliente, non viene solo rappresentata dal prodotto che essa produce, ma anche dall’immagine che fa percepire al pubblico, ovvero la brand reputation, con tutte quelle emozioni, significati, idee, opinioni, esperienze e quant’altro che una persona esterna all’azienda e non solo, coglie appena vede il brand.


Alcune definizioni presenti in questo articolo sono state citate da Wikipedia: www.wikipedia.org.

COMUNICAZIONE INTEGRATA?

Una strategia di comunicazione, se ben concepita, dovrebbe diventare un attività integrata all’attività stessa di un’azienda o organizzazione. Dovrebbe presentarsi come un sistema coordinato attraverso il quale esprimere e comunicare una vera e propria corporate identity, al fine di consentire ai prodotti e servizi di essere adeguatamente comunicati e aumentare la presenza dell’impresa sul mercato.  In un ambito di crescente internazionalizzazione dei mercati, per ogni azienda diventa fondamentale pianificare e sviluppare una strategia di comunicazione per aiutare al proprio business ad essere più competitivo.


COMUNICAZIONE INTEGRATA
OFFLINE
ONLINE
ABOW THE LINE
WEB 1.0
Televisione
Radio
Stampa
Cinema
Web TV
Web Radio
Display Advertising
Streaming
BELOW THE LINE
Direct Marketing
Direct Mail
Mobile Marketing
Telemarketing
Televendite
Email Marketing
Motori di Ricerca
Instant Messaging
Banner
Relazioni Pubbliche
WEB 2.0
Ufficio Stampa
Eventi
Sponsoring
Passaparola
Newsletter
Blog
Social Network
Buzz Marketing
  

Per comunicazione integrata in azienda si intende l'integrazione tanto degli strumenti, quanto dei vari tipi di comunicazione in un piano prestabilito (strategia), in modo che le varie azioni di comunicazione si supportino l'un l'altra. Oggigiorno si parla principalmente della comunicazione abow e below the line, e ancora più spesso, della comunicazione on- e offline.

Above the line è un termine tecnico impiegato in pubblicità e si usa per indicare tutte le attività di comunicazione che sfruttano i media classici, ovvero radio, televisione, cinema, stampa, affissioni e internet. Il termine complementare è below the line, che indica invece altre attività che non sfruttano tali media, come ad esempio le sponsorizzazioni, le attività di promozione, le relazioni pubbliche e il direct marketing.

Il direct marketing è una tecnica di marketing attraverso la quale aziende e enti comunicano direttamente con clienti e utenti finali. Il direct marketing consente di raggiungere un target definito, con azioni mirate che utilizzano una serie di strumenti interattivi, ottenendo in tal modo delle risposte misurabili. Gli strumenti più utilizzati sono ad esempio: comunicazioni commerciali via posta cartacea (direct mail), posta elettronica (email marketing) e via cellulare (mobile marketing), coupon (tagliandi) di risposta inseriti in annunci stampa, televendite e spot televisivi su TV interattiva che invitano l'utente a compiere un'azione via TV (direct response) e, infine,il telemarketing, ovvero i contatti via telefono (fisso o mobile) per promuovere delle azioni commerciali. Rispetto alle forme di pubblicità classica (tv, radio, stampa) il direct marketing consente di stabilire una relazione diretta e duratura con il target, personalizzando i messaggi in funzione delle specifiche esigenze e caratteristiche del singolo cliente e della fase del ciclo di vita del cliente stesso.

Le relazioni pubbliche, invece, note anche come Public Relations o PR, sono tutte le attività di comunicazione il cui obiettivo sia sviluppare relazioni, mettere in comunicazione istituzioni, aziende, persone, strutture, con la loro utenza o clientela di riferimento. I destinatari della comunicazione possono essere privati cittadini, istituzioni, aziende, organi di stampa, consumatori.

La principale differenza tra due grandi tipi di comunicazione, on- e offline, sta nel mezzo di scambio d’informazione: o tramite mezzi tradizionali, o tramite l’Internet. Sia i mezzi tradizionali (come la stampa, televisione, radio etc.), sia l’Internet fanno parte di mass media.


Alcune definizioni presenti in questo articolo sono state citate da Wikipedia: www.wikipedia.org.

CHE COS'E' IL BRAND?

Il termine brand significa un marchio o un nome al quale si associano una storia, dei fatti o delle attività. Secondo una definizione data dalla legge del 1942, il brand o marchio, è una parola, figura o segno atto a contraddistinguere i prodotti o le merci fabbricate o messe in commercio. Il brand è caratterizzato, a volte, da una consistenza anche fisica (ad esempio se si tratta di un bene).

Nell’era digitale il brand aumentò significativamente il suo valore e con l’utilizzo di specifiche strategie di marketing, ha assunto un’importanza assoluta, in cui non è più solo visto come un segno che distingue il prodotto, ma è diventato un mezzo di comunicazione, uno strumento essenziale per costruire l’immagine dell’azienda produttrice. Basti pensare all'influenza che i marchi hanno sugli acquisti per averne una visione chiara.

Ma solo con la comunicazione attentamente studiata l’immagine aziendale può diventare un fatto importante. La diffusione di un brand forte ed in continuo accrescimento, è possibile quando  il mezzo che prima di ogni altro arriva al cliente, persuadendolo della validità del prodotto o del servizio a lui diretto, è una comunicazione chiara, energica e mirata. La scelta di una determinata e ponderata strategia di comunicazione è diventata fondamentale per il successo dell'azienda di oggi.


Alcune definizioni presenti in questo articolo sono state citate da Wikipedia: www.wikipedia.org.

MARKETING PER PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Gli strumenti di marketing innovativo permettono alle aziende non solo di avere una maggiore visibilità sul mercato, ma anche di raggiungere target di utenti non raggiungibili con i media tradizionali. Quindi, se da un lato il Web permette alle imprese di ampliare il numero dei clienti potenziali, dall’altro offre la possibilità di “targhettizzarli” e di raggiungere nicchie di mercato specifiche. Le piccole e medie imprese, proprio per le loro caratteristiche dimensionali e la loro forte specializzazione di nicchia, hanno quindi l’opportunità di creare relazioni molto forti con i propri clienti, fidelizzandoli.

Inoltre, il Web ha un potere elevato di influenzare le decisioni di acquisto: gli utenti ricercano informazioni relative a un prodotto o un’azienda, le confrontano, esprimono e condividono giudizi e opinioni, tali opinioni possono godere di un’elevata visibilità non solo all’interno delle specifiche community, ma anche sui motori di ricerca. Lo scambio di opinioni sul web rappresenta un fenomeno che le persone devono monitorare perché fonte di opportunità. 

Analizzare blog e social network vuol dire rilevare le tendenze del mercato, raccogliere informazioni per sviluppare al meglio nuovi prodotti e servizi migliorare il supporto post-vendita, la propria credibilità e la propria immagine.

In definitiva, il marketing innovativo offre all’azienda strumenti per:
  • affermare il brand e i prodotti
  • avere maggiore visibilità nell’arena competitiva
  • migliorare la credibilità e la reputazione 
  • gestire la relazione con il cliente
  • fidelizzare il cliente
  • analizzare le tendenze del mercato
  • avere indicazioni utili per il miglioramento dei propri prodotti o per svilupparne di nuovi.


fonte: www.microsoft.com/italia

WEB 2.0: COMUNICARE O NON COMUNICARE…?

Il mondo della comunicazione negli ultimi tempi è cambiato molto. Maggior parte delle forme di comunicazione tradizionali sono entrate in crisi a causa della nascita di nuovi media. Gli ultimi dati di Nielsen Media Monthly Report dicono che tutti maggiori investitori stanno puntando sempre più risorse per l'advertising nel Web. Ma non si tratta semplicemente di banner o siti statici. Grazie alle strategie Web 2.0 diventata possibile far notare la presenza dell’azienda anche ai nuovi, potenziali clienti che ogni giorno navigano sull’Internet alla ricerca di informazioni.

Il termine Web 2.0 indica l'insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione tra il sito e l'utente (blog, forum, chat, social network etc.). La locuzione pone l'accento sulle differenze rispetto al Web 1.0, diffuso in passato, quando ancora l’Internet rimaneva solamente un altro mezzo di comunicazione che si poteva aggiungere ad altri, tradizionali offline, come giornali, affissioni, radio, tv etc. Il Web 1.0 era composto prevalentemente dai siti web statici, senza alcuna possibilità di interazione con l'utente eccetto la normale navigazione tra le pagine, l'uso delle e-mail e dei motori di ricerca. Nell'era 2.0, grazie alla facilità e velocità di connessione che permette di scambiare molte informazioni in breve tempo, sempre più persone scelgono perfino di “incontrarsi” online. Questo significa che se un’azienda vuole raggiungere il suo target, trovando sempre nuovi clienti, deve andare a cercarli direttamente sulla rete, sviluppando meglio il proprio business sul Web.

Oggi però non basta più avere un sito internet graficamente bello ed elegante. Bisogna che quel sito sia raggiungibile prima di quello dei concorrenti e che consenta a chi lo visita di dialogare con l’azienda per chiedere informazioni, consigli o esprimere opinioni sui prodotti. Per un’azienda essere online significa sapere chi visita il suo sito o blog, cosa fa e cosa eventualmente scarica dalle pagina web.

Il Web 2.0 crea diverse possibilità alle aziende di trasformare la loro presenza sull’Internet in un’opportunità di crescita e di guadagno. Ad esempio:

  1. La visibilità sui motori di ricerca.
Innanzitutto, cercando di aumentare la presenza aziendale sul Web, bisogna migliorare la sua visibilità sui motori di ricerca. E’ fondamentale che al primo posto ci sia sempre il vostro sito. Inoltre, il fatto che a fronte della ricerca di un’espressione si abbia un click sul sito dell’azienda, creerà presto l'associazione marchio – sito, molto importante in ogni strategia di comunicazione.

  1. Ottimizzazione dei contenuti del sito web.
Anche miglioramento di contenuti web serve per farsi trovare dai potenziali clienti su Google. Inoltre, utilizzo dello strumento Google Adwords, che consiste nell’acquisto di parole chiave a pagamento (PPC - Pay Per Click), è attualmente molto diffuso nel mondo.

  1. Costruire un brand on-line.
Innanzitutto, è molto importante che altri siti (oltre ai circuiti di comunicazione stampa) scrivano articoli, news o post sul marchio/brand aziendale. Inoltre, è possibile progettare la ripetizione di un brand sul Web in diversi contesti, i quali in qualche modo lo leghino al sito. E’ importante che ogni link abbia il marchio incluso e, soprattutto, che il marchio sia ripetuto molto spesso su siti esterni senza il link. Sarà semplice, così, distribuire marchi con link e marchi senza link, semplicemente inserendo i comunicati in tutti i circuiti.

  1. Creare un blog aziendale.
Molte possibilità crea l’apertura di un blog aziendale, attraverso i quale e possibile parlare dei prodotti, delle offerte, novità e tante altre cose. Inoltre, i blog vengono premiati dai motori di ricerca che li mettono in posizione privilegiata rispetto ai siti tradizionali.

  1. Email marketing.
Prima esisteva il direct marketing, ma ciò che un’azienda inviava non si sapeva mai se veniva letto. Adesso con l’invio via email le aziende sanno perfettamente se un cliente ha letto le loro mail e possono controllare se tramite quei messaggi è andato a visitare alcuni prodotti sui loro siti. In questo modo nelle mail successive è possibile inviare  informazioni aggiuntive e mirate sui prodotti visitati.

  1. Buzz marketing.
Fino poco fa nell'ambito del marketing si usava il termine passaparola per indicare il diffondersi di informazioni e consigli tra consumatori attraverso una rete sociale. Negli ultimi tempi, con evoluzione dell’Internet ed i social network, questo fenomeno viene chiamato il buzz marketing.  Seguendo la definizione di Wikipedia, il termine indica quell'insieme di operazioni di marketing non convenzionale volte ad aumentare il numero e il volume delle conversazioni riguardanti un prodotto o un servizio e, conseguentemente, ad accrescere la notorietà e la buona reputazione di una marca. (…) Buzz marketing è dunque la strategia di coloro che, consapevolmente o inconsapevolmente, gratis o a pagamento, utilizzano il web (tramite, ad esempio, blog, forum e social network) per parlare e far parlare (o cercare di far parlare) di beni, aziende o marche.

  1. Social network.
Social network marketing è sicuramente un ottimo strumento per "rimanere in contatto" con le persone. Un equilibrio costante tra ciò che si è e ciò che si fa, aiuta, molto spesso, a capire meglio le persone e ad apprezzarle non solo professionalmente ma anche per quello che sono. Facebook, Twitter, Linkedin e molti altri si possono utilizzare non solo per promozione di prodotti, ma soprattutto per condividere le notizie. Inoltre, i social media sono usate dalle aziende per marketing online, ricerche di personale o per un aggiornamento costante del proprio carnet contatti e molte altre cose.

Oggigiorno le strategie Web 2.0 rappresentano un vero strumento di crescita economica per le aziende.

PIANO DI COMUNICAZIONE

Con la strategia di comunicazione l'azienda persegue gli obiettivi che si è posta, ad esempio fare conoscere se stessa, i propri servizi, un evento ai propri clienti potenziali o ai propri interlocutori (ben identificati). Il piano di comunicazione definisce quindi, le modalità concrete con cui gli obiettivi prefissi verranno perseguiti. Tutte le attività previste dovranno comunque essere: tempestive, credibili, programmate e coerenti. 

Importanti aspetti da tenere in considerazione: 

  • il piano deve definire in dettaglio le diverse categorie di destinatari: ognuno di questi è potenzialmente oggetto di un approccio differente; 
  • i messaggi devono prevedere delle attenzioni in merito ad argomentazioni a cui il destinatario risulta più sensibile; 
  • il mezzo di comunicazione più adeguato; 
  • una programmazione delle attività (programmazione annuale) - eventi, progetti, argomenti, notizie ...; 
  • il budget; 
  • schede di verifica sull'efficacia. 

La comunicazione interna. La comunicazione interna è il primo passo di un buon piano di comunicazione. Tutti gli uffici coinvolti, e comunque lo staff deve sempre essere messo al corrente delle attività e iniziative in modo tale da poter supportare costantemente, a livello informativo, l'azienda. Si può raggiungere una buona comunicazione interna attraverso differenti modi e con differenti supporti. A seconda dell'entità del progetto si potrà scegliere tra: 

  • workshop; 
  • sito Internet; 
  • rete Intranet; 
  • supporti tecnologici; 
  • mailing list; 
  • riunione … 

Sarà fondamentale redigere un documento riassuntivo con i principali punti del progetto, servizio al fine di distribuirlo o metterlo scaricabile nella rete. 

La rete territoriale. Importante il radicamento nel territorio. Si può partire dal locale al nazionale per arrivare fino all'internazionale, naturalmente se questo è utile. E' comunque fondamentale radicarsi e "aiutare" il potenziale cliente ad identificare l'azienda, il progetto, il servizio in modo semplice e veloce. 

Promozione ed informazione sul programma. E' fondamentale aiutare il cliente a "riconoscere" immediatamente il prodotto, il servizio, l'azienda ... quindi, più facile sarà ricordare, maggiore sarà il coinvolgimento del potenziale cliente. La promozione del programma sarà quindi supportata da aspetti grafici:
  • logo e linea grafica coordinata; 
  • sito internet; 
  • pubblicità esterna; 
  • eventi; 
  • conferenze stampa; 
  • prodotti promozionali; 
  • prodotti mediali e multimediali; 
  • pubblicazioni; 
  • attività promo-educative; 
  • pubblicità sui media … 

Naturalmente non è obbligatorio inserire tutte le voci ed i relativi capitoli di spesa (il piano di comunicazione verrà gestito anche in base al budget, naturalmente fondamentale sarà trovare una soluzione adeguata). 

Tutta la parte informativa di un programma, progetto, servizio, azienda è di grande importanza, è ciò che trasmette il messaggio e pertanto deve essere presentato nel migliore dei modi. Le attività da programmare saranno quindi: 

  • conferenze stampa e ufficio stampa 
  • eventi 
  • prodotti mediali e multimediali 
  • pubblicazioni 
  • sito internet 
  • mailing 
  • call centre 
  • help desk 

Schede di verifica. Un piano di comunicazione deve assolutamente avere delle schede di verifica, controllo e monitoring per tutte le attività. E' fondamentale farlo per capire quali sono le attività che funzionano, e soprattutto quali sono gli strumenti utili al progetto, servizio, azienda. 


Fonte: www.addettostampa.blogspot.com di Francesca Anzalone