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COMUNICAZIONE ON- E OFFLINE...

Attualmente si registra una notevole asimmetria fra la gerarchia di importanza dei mezzi di comunicazione tradizionali e quelli disponibili in Internet, e ciò si spiega col fatto che l’evoluzione del marketing dipende dalla disponibilità di varie tecnologie. Ma nonostante tutto in comunicazione d’impresa si usano ancora tutti i canali possibili per comunicare un messaggio. Ad esempio, la grafica per prodotti cartacei non è un’attività ancora superata. Ogni azienda che da l’importanza alla propria immagine, cerca sempre di lasciare ai suoi clienti qualcosa di tangibile, da tenere in mano e sfogliare. I prodotti offline (cataloghi, depliant, brochure) sono comodi da fruire, e sono ancora un veicolo potente di diffusione del brand.

Una differenza molto importante tra comunicazione on- e offline (a prescindere dal mezzo stesso) sta nella quantità e modalità di informazioni scambiate. Oggigiorno integrazioni sociali sono sempre più astratte, intangibili e fortemente condizionate dal "fattore elettronico". I rapporti virtuali, anche fra soggetti che non si sono mai conosciuti personalmente, stanno dilagando ad una velocità impressionante senza tenere conto di distanze territoriali o livelli culturali. La comunicazione online dell’impresa negli ultimi tempi sta prendendo strade sempre più innovative, con l’avanzare del social media marketing. Naturalmente, una strategia di comunicazione integrata non può fare a meno di una solida presenza in rete con un sito web aziendale,  ma ormai i classici siti-vetrina e pubblicità sui banner appartengono al cosiddetto sistema WEB 1.0, quando ancora internet era solamente un altro mezzo di comunicare come la stampa o la radio. Ultimamente invece, seguendo le fonti di informazione in rete, si nota immediatamente il fermento attorno alle forme di comunicazione più recenti, vale a dire principalmente blog e social network. Mentre nei primi tempi la comunicazione su l’Internet veniva gestita e creata interamente dall’autore del sito o direttamente dall’azienda, nel nuovo sistema WEB 2.0 sui contenuti decide il visitatore. Tutto ciò ha cambiato radicalmente le ultime strategie di comunicazione aziendali.

Fino poco fa nell'ambito del marketing si usava il termine passaparola per indicare il diffondersi di informazioni e/o consigli tra consumatori attraverso una rete sociale. Mentre il passaparola definiva da sempre una comunicazione parlata face-to-face, con l'evoluzione dei mass media, sono state prese in considerazione in questo ambito anche le conversazioni telefoniche, i messaggi di testi inviati tramite sms o il web, i post dei blog, nelle community, i messaggi istantanei ed e-mail e comunque qualsiasi messaggio che oggigiorno permette una interazione tra persone. Alle volte il significato di passaparola è utilizzato anche per indicare dei rumor, dei gossip, il "sentito dire" e le allusioni. In genere il metodo del passaparola è più comunemente utilizzato per indicare la trasmissione di un'informazione positiva piuttosto che negativa, anche se questo non è una regola assoluta. Negli ultimi tempi, con evoluzione dell’Internet ed i social network, questo fenomeno viene chiamato in un modo completamente diverso: il buzz marketing.  Il termine indica quell'insieme di operazioni di  marketing non convenzionale volte ad aumentare il numero e il volume delle conversazioni riguardanti un prodotto o un servizio e, conseguentemente, ad accrescere la notorietà e la buona reputazione di una marca. Consiste cioè nel dare alle persone motivo di parlare circa un prodotto o servizio e nel facilitare quelle conversazioni. Buzz marketing è dunque la strategia di coloro che, consapevolmente o inconsapevolmente, gratis o a pagamento, utilizzano il web (tramite, ad esempio, blog, forum e social network) per parlare e far parlare (o cercare di far parlare) di beni, aziende o marche.

Oggigiorno è il consumatore che esprime il suo giudizio sui social network e blog, stabilisce cosa dire di un determinato prodotto, servizio o azienda, e se parlarne o meno. Per questo motivo, per realizzare una comunicazione efficace bisogna essere sempre aggiornati e soprattutto presenti sul web.

Infine, vale la pena ricordare che un’azienda presentandosi oggi al cliente, non viene solo rappresentata dal prodotto che essa produce, ma anche dall’immagine che fa percepire al pubblico, ovvero la brand reputation, con tutte quelle emozioni, significati, idee, opinioni, esperienze e quant’altro che una persona esterna all’azienda e non solo, coglie appena vede il brand.


Alcune definizioni presenti in questo articolo sono state citate da Wikipedia: www.wikipedia.org.

COMUNICAZIONE INTEGRATA?

Una strategia di comunicazione, se ben concepita, dovrebbe diventare un attività integrata all’attività stessa di un’azienda o organizzazione. Dovrebbe presentarsi come un sistema coordinato attraverso il quale esprimere e comunicare una vera e propria corporate identity, al fine di consentire ai prodotti e servizi di essere adeguatamente comunicati e aumentare la presenza dell’impresa sul mercato.  In un ambito di crescente internazionalizzazione dei mercati, per ogni azienda diventa fondamentale pianificare e sviluppare una strategia di comunicazione per aiutare al proprio business ad essere più competitivo.


COMUNICAZIONE INTEGRATA
OFFLINE
ONLINE
ABOW THE LINE
WEB 1.0
Televisione
Radio
Stampa
Cinema
Web TV
Web Radio
Display Advertising
Streaming
BELOW THE LINE
Direct Marketing
Direct Mail
Mobile Marketing
Telemarketing
Televendite
Email Marketing
Motori di Ricerca
Instant Messaging
Banner
Relazioni Pubbliche
WEB 2.0
Ufficio Stampa
Eventi
Sponsoring
Passaparola
Newsletter
Blog
Social Network
Buzz Marketing
  

Per comunicazione integrata in azienda si intende l'integrazione tanto degli strumenti, quanto dei vari tipi di comunicazione in un piano prestabilito (strategia), in modo che le varie azioni di comunicazione si supportino l'un l'altra. Oggigiorno si parla principalmente della comunicazione abow e below the line, e ancora più spesso, della comunicazione on- e offline.

Above the line è un termine tecnico impiegato in pubblicità e si usa per indicare tutte le attività di comunicazione che sfruttano i media classici, ovvero radio, televisione, cinema, stampa, affissioni e internet. Il termine complementare è below the line, che indica invece altre attività che non sfruttano tali media, come ad esempio le sponsorizzazioni, le attività di promozione, le relazioni pubbliche e il direct marketing.

Il direct marketing è una tecnica di marketing attraverso la quale aziende e enti comunicano direttamente con clienti e utenti finali. Il direct marketing consente di raggiungere un target definito, con azioni mirate che utilizzano una serie di strumenti interattivi, ottenendo in tal modo delle risposte misurabili. Gli strumenti più utilizzati sono ad esempio: comunicazioni commerciali via posta cartacea (direct mail), posta elettronica (email marketing) e via cellulare (mobile marketing), coupon (tagliandi) di risposta inseriti in annunci stampa, televendite e spot televisivi su TV interattiva che invitano l'utente a compiere un'azione via TV (direct response) e, infine,il telemarketing, ovvero i contatti via telefono (fisso o mobile) per promuovere delle azioni commerciali. Rispetto alle forme di pubblicità classica (tv, radio, stampa) il direct marketing consente di stabilire una relazione diretta e duratura con il target, personalizzando i messaggi in funzione delle specifiche esigenze e caratteristiche del singolo cliente e della fase del ciclo di vita del cliente stesso.

Le relazioni pubbliche, invece, note anche come Public Relations o PR, sono tutte le attività di comunicazione il cui obiettivo sia sviluppare relazioni, mettere in comunicazione istituzioni, aziende, persone, strutture, con la loro utenza o clientela di riferimento. I destinatari della comunicazione possono essere privati cittadini, istituzioni, aziende, organi di stampa, consumatori.

La principale differenza tra due grandi tipi di comunicazione, on- e offline, sta nel mezzo di scambio d’informazione: o tramite mezzi tradizionali, o tramite l’Internet. Sia i mezzi tradizionali (come la stampa, televisione, radio etc.), sia l’Internet fanno parte di mass media.


Alcune definizioni presenti in questo articolo sono state citate da Wikipedia: www.wikipedia.org.

CHE COS'E' IL BRAND?

Il termine brand significa un marchio o un nome al quale si associano una storia, dei fatti o delle attività. Secondo una definizione data dalla legge del 1942, il brand o marchio, è una parola, figura o segno atto a contraddistinguere i prodotti o le merci fabbricate o messe in commercio. Il brand è caratterizzato, a volte, da una consistenza anche fisica (ad esempio se si tratta di un bene).

Nell’era digitale il brand aumentò significativamente il suo valore e con l’utilizzo di specifiche strategie di marketing, ha assunto un’importanza assoluta, in cui non è più solo visto come un segno che distingue il prodotto, ma è diventato un mezzo di comunicazione, uno strumento essenziale per costruire l’immagine dell’azienda produttrice. Basti pensare all'influenza che i marchi hanno sugli acquisti per averne una visione chiara.

Ma solo con la comunicazione attentamente studiata l’immagine aziendale può diventare un fatto importante. La diffusione di un brand forte ed in continuo accrescimento, è possibile quando  il mezzo che prima di ogni altro arriva al cliente, persuadendolo della validità del prodotto o del servizio a lui diretto, è una comunicazione chiara, energica e mirata. La scelta di una determinata e ponderata strategia di comunicazione è diventata fondamentale per il successo dell'azienda di oggi.


Alcune definizioni presenti in questo articolo sono state citate da Wikipedia: www.wikipedia.org.

WEB 2.0: COMUNICARE O NON COMUNICARE…?

Il mondo della comunicazione negli ultimi tempi è cambiato molto. Maggior parte delle forme di comunicazione tradizionali sono entrate in crisi a causa della nascita di nuovi media. Gli ultimi dati di Nielsen Media Monthly Report dicono che tutti maggiori investitori stanno puntando sempre più risorse per l'advertising nel Web. Ma non si tratta semplicemente di banner o siti statici. Grazie alle strategie Web 2.0 diventata possibile far notare la presenza dell’azienda anche ai nuovi, potenziali clienti che ogni giorno navigano sull’Internet alla ricerca di informazioni.

Il termine Web 2.0 indica l'insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione tra il sito e l'utente (blog, forum, chat, social network etc.). La locuzione pone l'accento sulle differenze rispetto al Web 1.0, diffuso in passato, quando ancora l’Internet rimaneva solamente un altro mezzo di comunicazione che si poteva aggiungere ad altri, tradizionali offline, come giornali, affissioni, radio, tv etc. Il Web 1.0 era composto prevalentemente dai siti web statici, senza alcuna possibilità di interazione con l'utente eccetto la normale navigazione tra le pagine, l'uso delle e-mail e dei motori di ricerca. Nell'era 2.0, grazie alla facilità e velocità di connessione che permette di scambiare molte informazioni in breve tempo, sempre più persone scelgono perfino di “incontrarsi” online. Questo significa che se un’azienda vuole raggiungere il suo target, trovando sempre nuovi clienti, deve andare a cercarli direttamente sulla rete, sviluppando meglio il proprio business sul Web.

Oggi però non basta più avere un sito internet graficamente bello ed elegante. Bisogna che quel sito sia raggiungibile prima di quello dei concorrenti e che consenta a chi lo visita di dialogare con l’azienda per chiedere informazioni, consigli o esprimere opinioni sui prodotti. Per un’azienda essere online significa sapere chi visita il suo sito o blog, cosa fa e cosa eventualmente scarica dalle pagina web.

Il Web 2.0 crea diverse possibilità alle aziende di trasformare la loro presenza sull’Internet in un’opportunità di crescita e di guadagno. Ad esempio:

  1. La visibilità sui motori di ricerca.
Innanzitutto, cercando di aumentare la presenza aziendale sul Web, bisogna migliorare la sua visibilità sui motori di ricerca. E’ fondamentale che al primo posto ci sia sempre il vostro sito. Inoltre, il fatto che a fronte della ricerca di un’espressione si abbia un click sul sito dell’azienda, creerà presto l'associazione marchio – sito, molto importante in ogni strategia di comunicazione.

  1. Ottimizzazione dei contenuti del sito web.
Anche miglioramento di contenuti web serve per farsi trovare dai potenziali clienti su Google. Inoltre, utilizzo dello strumento Google Adwords, che consiste nell’acquisto di parole chiave a pagamento (PPC - Pay Per Click), è attualmente molto diffuso nel mondo.

  1. Costruire un brand on-line.
Innanzitutto, è molto importante che altri siti (oltre ai circuiti di comunicazione stampa) scrivano articoli, news o post sul marchio/brand aziendale. Inoltre, è possibile progettare la ripetizione di un brand sul Web in diversi contesti, i quali in qualche modo lo leghino al sito. E’ importante che ogni link abbia il marchio incluso e, soprattutto, che il marchio sia ripetuto molto spesso su siti esterni senza il link. Sarà semplice, così, distribuire marchi con link e marchi senza link, semplicemente inserendo i comunicati in tutti i circuiti.

  1. Creare un blog aziendale.
Molte possibilità crea l’apertura di un blog aziendale, attraverso i quale e possibile parlare dei prodotti, delle offerte, novità e tante altre cose. Inoltre, i blog vengono premiati dai motori di ricerca che li mettono in posizione privilegiata rispetto ai siti tradizionali.

  1. Email marketing.
Prima esisteva il direct marketing, ma ciò che un’azienda inviava non si sapeva mai se veniva letto. Adesso con l’invio via email le aziende sanno perfettamente se un cliente ha letto le loro mail e possono controllare se tramite quei messaggi è andato a visitare alcuni prodotti sui loro siti. In questo modo nelle mail successive è possibile inviare  informazioni aggiuntive e mirate sui prodotti visitati.

  1. Buzz marketing.
Fino poco fa nell'ambito del marketing si usava il termine passaparola per indicare il diffondersi di informazioni e consigli tra consumatori attraverso una rete sociale. Negli ultimi tempi, con evoluzione dell’Internet ed i social network, questo fenomeno viene chiamato il buzz marketing.  Seguendo la definizione di Wikipedia, il termine indica quell'insieme di operazioni di marketing non convenzionale volte ad aumentare il numero e il volume delle conversazioni riguardanti un prodotto o un servizio e, conseguentemente, ad accrescere la notorietà e la buona reputazione di una marca. (…) Buzz marketing è dunque la strategia di coloro che, consapevolmente o inconsapevolmente, gratis o a pagamento, utilizzano il web (tramite, ad esempio, blog, forum e social network) per parlare e far parlare (o cercare di far parlare) di beni, aziende o marche.

  1. Social network.
Social network marketing è sicuramente un ottimo strumento per "rimanere in contatto" con le persone. Un equilibrio costante tra ciò che si è e ciò che si fa, aiuta, molto spesso, a capire meglio le persone e ad apprezzarle non solo professionalmente ma anche per quello che sono. Facebook, Twitter, Linkedin e molti altri si possono utilizzare non solo per promozione di prodotti, ma soprattutto per condividere le notizie. Inoltre, i social media sono usate dalle aziende per marketing online, ricerche di personale o per un aggiornamento costante del proprio carnet contatti e molte altre cose.

Oggigiorno le strategie Web 2.0 rappresentano un vero strumento di crescita economica per le aziende.

PIANO DI COMUNICAZIONE

Con la strategia di comunicazione l'azienda persegue gli obiettivi che si è posta, ad esempio fare conoscere se stessa, i propri servizi, un evento ai propri clienti potenziali o ai propri interlocutori (ben identificati). Il piano di comunicazione definisce quindi, le modalità concrete con cui gli obiettivi prefissi verranno perseguiti. Tutte le attività previste dovranno comunque essere: tempestive, credibili, programmate e coerenti. 

Importanti aspetti da tenere in considerazione: 

  • il piano deve definire in dettaglio le diverse categorie di destinatari: ognuno di questi è potenzialmente oggetto di un approccio differente; 
  • i messaggi devono prevedere delle attenzioni in merito ad argomentazioni a cui il destinatario risulta più sensibile; 
  • il mezzo di comunicazione più adeguato; 
  • una programmazione delle attività (programmazione annuale) - eventi, progetti, argomenti, notizie ...; 
  • il budget; 
  • schede di verifica sull'efficacia. 

La comunicazione interna. La comunicazione interna è il primo passo di un buon piano di comunicazione. Tutti gli uffici coinvolti, e comunque lo staff deve sempre essere messo al corrente delle attività e iniziative in modo tale da poter supportare costantemente, a livello informativo, l'azienda. Si può raggiungere una buona comunicazione interna attraverso differenti modi e con differenti supporti. A seconda dell'entità del progetto si potrà scegliere tra: 

  • workshop; 
  • sito Internet; 
  • rete Intranet; 
  • supporti tecnologici; 
  • mailing list; 
  • riunione … 

Sarà fondamentale redigere un documento riassuntivo con i principali punti del progetto, servizio al fine di distribuirlo o metterlo scaricabile nella rete. 

La rete territoriale. Importante il radicamento nel territorio. Si può partire dal locale al nazionale per arrivare fino all'internazionale, naturalmente se questo è utile. E' comunque fondamentale radicarsi e "aiutare" il potenziale cliente ad identificare l'azienda, il progetto, il servizio in modo semplice e veloce. 

Promozione ed informazione sul programma. E' fondamentale aiutare il cliente a "riconoscere" immediatamente il prodotto, il servizio, l'azienda ... quindi, più facile sarà ricordare, maggiore sarà il coinvolgimento del potenziale cliente. La promozione del programma sarà quindi supportata da aspetti grafici:
  • logo e linea grafica coordinata; 
  • sito internet; 
  • pubblicità esterna; 
  • eventi; 
  • conferenze stampa; 
  • prodotti promozionali; 
  • prodotti mediali e multimediali; 
  • pubblicazioni; 
  • attività promo-educative; 
  • pubblicità sui media … 

Naturalmente non è obbligatorio inserire tutte le voci ed i relativi capitoli di spesa (il piano di comunicazione verrà gestito anche in base al budget, naturalmente fondamentale sarà trovare una soluzione adeguata). 

Tutta la parte informativa di un programma, progetto, servizio, azienda è di grande importanza, è ciò che trasmette il messaggio e pertanto deve essere presentato nel migliore dei modi. Le attività da programmare saranno quindi: 

  • conferenze stampa e ufficio stampa 
  • eventi 
  • prodotti mediali e multimediali 
  • pubblicazioni 
  • sito internet 
  • mailing 
  • call centre 
  • help desk 

Schede di verifica. Un piano di comunicazione deve assolutamente avere delle schede di verifica, controllo e monitoring per tutte le attività. E' fondamentale farlo per capire quali sono le attività che funzionano, e soprattutto quali sono gli strumenti utili al progetto, servizio, azienda. 


Fonte: www.addettostampa.blogspot.com di Francesca Anzalone

COS'E' IL DESIGN DELLA COMUNICAZIONE?

Il design della comunicazione è una disciplina che nasce dall’incrocio tra scienze della comunicazione e design.  Mentre il primo termine indica, in senso generale, le scienze che si occupano di analizzare i sistemi comunicativi, la parola design (dall’inglese progetto) comprende tutte le attività alla base della costruzione, realizzazione di un complesso oggetto - materiale o concettuale. In senso più esteso, il design è un insieme delle fasi di pianificazione e programmazione delle attività che portano ad un risultato atteso, il quale potrà essere raggiunto in maniera totale, parziale o anche essere mancato. In definitiva quindi quasi tutte le attività umane ricorrono, più o meno efficacemente, ad una progettazione cioè a mezzi, strategie e azioni più opportune per raggiungere determinati fini.

Il communication design è un termine usato oggi per definire la progettazione di un qualsiasi prodotto di comunicazione purché questa sia comprensiva di tutti i livelli, dalla strategia alla creatività fino all'esecuzione tecnica. Il termine va a coprire tutti quegli ambiti in cui l'ideazione dei contenuti discende in buona parte dalla loro comunicabilità visuale. Per questo motivo il termine è spesso usato in modo intercambiabile con la comunicazione visiva, ma il suo significato in realtà è molto più ampio. Può comprendere anche udito, sapore, tatto e olfatto. Il design della comunicazione cerca di attrarre, ispirare, creare desideri e motivare le persone a rispondere ai messaggi, al fine di ottenere lo scopo pianificato che può essere sia quello di costruire un marchio, incrementare le vendite, oppure può essere usato per scopi umanitari. Il suo processo in molti casi coinvolge il pensiero strategico di business, analisi di mercato, ricerche sociologiche e perfino psicologiche.

Ma il design della comunicazione non riguarda soltanto la progettazione del messaggio da parte l'estetica, ma anche una vera e propria creazione di nuovi canali per assicurare che il messaggio arrivi al target di riferimento. Il communication design si riferisce quindi all’ideazione dell’intero sistema, in cui vengono progettati tutti i messaggi, come un processo unico e integrato, piuttosto che una serie di comunicati separati. Per questo motivo nell’ambito della comunicazione d’impresa molto spesso si tratta della comunicazione integrata, e cioè l'integrazione degli strumenti e vari tipi di comunicazione secondo un piano prestabilito.

Alcune definizioni presenti in questo articolo sono state citate da Wikipedia: www.wikipedia.org.